L'ordinamento italiano consente l'acquisizione di società italiane da parte di investitori stranieri, sia persone fisiche sia soggetti giuridici. Le operazioni seguono le regole ordinarie del diritto societario italiano, con specifici meccanismi di controllo previsti per determinati settori.
Le acquisizioni possono essere strutturate attraverso l'acquisto di quote o azioni, operazioni di fusione, riorganizzazioni societarie o altre forme di trasferimento del controllo. La disciplina applicabile dipende dalla forma giuridica della società target e dalle previsioni statutarie.
Per alcune categorie di operazioni, l'ordinamento italiano prevede l'applicazione dei poteri speciali dello Stato, noti come Golden Power.
Questi controlli riguardano acquisizioni in settori considerati strategici, tra cui difesa, energia, infrastrutture, comunicazioni, tecnologie critiche e altri ambiti di rilevanza nazionale.
In presenza dei presupposti di legge, è richiesta una notifica preventiva alle autorità competenti, che possono autorizzare l'operazione, imporre condizioni o, in casi specifici, opporsi al perfezionamento della stessa.
Dal punto di vista operativo, l'acquisizione richiede una due diligence approfondita, finalizzata a valutare profili legali, fiscali, contabili e operativi della società target.
La struttura dell'operazione viene definita in funzione del settore, della governance desiderata e delle implicazioni fiscali, anche in un'ottica internazionale.
Il regime fiscale varia in base alla modalità di acquisizione e alla posizione dell'investitore. Le convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall'Italia assumono rilievo nella gestione dei dividendi e delle plusvalenze.
L'assunzione del controllo comporta inoltre obblighi di governance conformi alla normativa italiana e, in alcuni settori, il rispetto di requisiti regolamentari specifici.
Nel contesto delle operazioni off-market e riservate, l'acquisizione di società italiane richiede particolare attenzione alla riservatezza, alla tempistica e alla corretta strutturazione dell'operazione.
Una valutazione preventiva consente di individuare eventuali criticità normative e di impostare il percorso in modo coerente con gli obiettivi dell'investitore.